Risalgono oramai a più di due mesi fa quelle immagini terribili trasmesse dalla Cina, così lontana da noi.

Le immagini di una situazione surreale che ci pareva non potessimo mai vivere nella nostra Italia.
Il passare del tempo ci ha dato torto, ed ecco che nelle nostre televisioni, nei nostri giornali, nei nostri siti internet inizia ad echeggiare la spaventosa espressione "Zona Rossa": la prima zona ad avere a che fare con il COVID-19.

Le prime misure

E' in data 2 marzo 2020 che viene reso pubblico il primo Decreto che dispone specificatamente, all'art. 10, delle misure in merito alle attività dei Tribunali, seppur limitatamente ai Tribunali aventi sede nella iniziale "Zona Rossa".
Tali prime misure dedicate alle attività giudiziare prevedevano la sospensione dei termini processuali e il rinvio delle udienze fino al 31 marzo 2020.
A decorrere dal giorno successivo all'emanazione del Decreto, ovvero dal 3 marzo 2020, tutte le udienze sarebbe dovute essere rinviate d'ufficio in date successive al 31 marzo 2020.

I provvedimenti successivi

Come a tutti tristemente noto, le misure di contenimento adottate fino a quel momento non hanno sortito gli effetti sperati, così con il Decreto Legge n. 11 dell'8 marzo 2020 quanto disposto dal precedente Decreto Legge viene esteso a tutta la realtà giudiziaria nazionale, pertanto dal 9 marzo e fino al 22 marzo 2020 le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, seppur con alcune eccezioni, vengono rinviate d'ufficio a data successiva al 22 marzo 2020.

Il penultimo provvedimento in tema di sospensione dei termini processuali risale al 17 marzo 2020, data in cui con il Decreto Legge n. 18 i termini processuali precedentemente stabiliti subiscono un ulteriore proroga fino al 15 aprile 2020.
Eliminando ogni dubbio interpretativo lasciato fino a quel momento, il cosidetto Decreto "Cura Italia" rinvia tutti i processi, siano essi civili o penali a dopo il 15 aprile 2020, così come sospende tutti i termini processuali dal 9 marzo al 15 aprile, specificando che tale differimento è valido anche per i procedimenti per cui non è ancora fissata l'udienza.
Termini sospesi, dunque, per il compimento di tutti gli atti, di tutti i procedimenti civili e penali e non solo di quelli pendenti e/o rinviati, ad eccezione di quelli indicati all'articolo 83 comma 3 del Decreto.

Le ultime disposizioni

Dopo questo variegato susseguirsi di provvedimenti e Decreti Legge siamo giunti all'ultimissima comunicazione: nuovo stop delle udienze fino all'11 maggio.

Con il comunicato stampa del 6 aprile 2020 n. 39 il Consiglio dei Ministri ha annunciato nuove misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia, approvate in un Decreto Legge che non risulta ancora pubblicato.

Quello che ci riguarda da vicino in questo contesto è il punto numero 5):
"spostamento, dal 15 aprile all’11 maggio, del termine concernente il rinvio d’ufficio delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, nonché la sospensione del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali (indagini preliminari, adozione di provvedimenti giudiziari e deposito della loro motivazione, proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali).
Si intendono altresì sospesi, per la stessa durata, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie."

Restano sempre garantite le eccezioni già previste dal Decreto "Cura Italia".
Così nel settore penale sono assicurate le udienze di convalida, arresto e fermo e i processi con imputati detenuti se loro, o i difensori, chiedono di andare avanti; nel settore civile si celebrano, invece, le udienze urgenti che riguardano minorenni e rapporti familiari.

"Abbiamo valutato di attuare questa misura, sentiti anche gli addetti ai lavori, per tutelare la salute di tutti gli utenti della giustizia ed essere pronti a ripartire" questa la dichiarazioni del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Ma quali effetti avrà questo stop delle udienze?
Noi temiano che la sospensione delle udienze avrà effetti negativi su un sistema giudiziario già di per sé lento, con il rischio che si verrà a creare un arretrato di cause sospese difficile da smaltire.

Speriamo di essere smentiti.

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